Il secondo figlio, il tumore, le scelte controcorrente, l’aggravarsi della malattia, le porte di casa sempre aperte, la morte in un clima di festa

A volte le situazioni possono cambiarci la vita ll’improvviso. Eppure, allenandoci a guardare in faccia il dolore e ad affrontarlo,

Il sorriso di Daniel«Da quando ho iniziato gli studi di infermieristica – racconta Veronica, italiana di Genova – avevo un sogno: mettere a servizio degli altri la mia professionalità. Nel 2013, appena laureata, sono partita per la Costa d’Avorio (Africa). All’inizio è stata dura perché non parlavo il francese. Eppure ho scoperto che i gesti concreti costruivano ponti molto più di tante parole. Con alcune ragazze abbiamo organizzato una piccola attività nella quale vendere alcuni oggetti.

Le relazioni di coppia attraversano diverse fasi di sviluppo, ciascuna con nuove sfide da affrontare.

Mia suocera era affezionata a suo figlio a tal punto da essere gelosa nei miei confronti. Questo suo modo di fare aveva creato sempre tensioni fra me e mio marito. Un anno fa le è stato diagnosticato un tumore. Siccome sua figlia non era in grado di accudirla, per una nuova spinta a vivere secondo il Vangelo ho deciso di accoglierla in casa, mettendo da parte ogni riserva, come pure la paura di non farcela.

Un medico siriano al campo profughiIl toccante racconto di Issa – in arabo “Gesù” - nell’accogliere i connazionali che giungono in Slovenia dopo inenarrabili peripezie. Il suo sogno: essere come Gesù per ciascuno di loro.«Cinque anni fa, prima che esplodesse il conflitto in Siria, con tutta la famiglia avevamo progettato di fare tutti insieme un’esperienza full time alla cittadella internazionale dei Focolari a Loppiano (Firenze). Violet ed io avremmo frequentato la Scuola Loreto nella quale, insieme ad altre coppie da varie parti del mondo, approfondire le diverse tematiche famigliari alla luce della spiritualità dell’unità, mentre i 4 figli si sarebbero inseriti nelle scuole del territorio.

La meraviglia e lo stupore nascono dal profondo del cuore, non hanno bisogno dei sensi.

Virginia Di Carlo

Virginia Di Carlo, tetraparesi spastica dalla nascita, ha 25 anni ed è una degli “eroi” del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che l’ha nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Malattia: il limite trasformato in ricchezza«Uscendo da casa il 3 maggio di 21 anni fa per raggiungere la banca dove lavoravo, non pensavo certo che la sera non vi sarei tornato. Un forte mal di testa aveva costretto i miei colleghi a portarmi d’urgenza in ospedale. Avevo 49 anni, una vita professionale ben avviata, una promozione imminente, una bella famiglia con tre figlie dai 18 ai 14 anni. Improvvisamente mi sono ritrovato su una carrozzina che neppure riuscivo a governare perché, oltre all’uso della gamba, avevo perso anche quello del braccio.

YOGA DELLA RISATA

danzare, giocare, cantare e ridere .. quattro azioni che aiutano a ricontattare “quel bambino” che c’è in noi.

Ammalata di cancroA volte provo dei momenti di ribellione, ma poi prevale il credere all'amore di Dio e dei fratelli. Cerco di non lasciarmi abbattere dalla sofferenza, di non fermarmi mai su me stessa e di non pesare sugli altri.

La malattia mi ha fatto cambiare
la visione del mondo. 
Nikola Kopilovic vive a Belgrado, in Serbia. A 18 anni, all’inizio del 4° anno delle superiori, gli viene annunciata una grave malattia. «Amate chi vi passa accanto e siate sempre riconoscenti di tutto quello che avete» è la sua consegna agli amici, in una lettera scritta pochi mesi dopo. Una sera, al cinema con la sorella, avverte dolore a un dente. Non poteva immaginare che fosse il primo sintomo di qualcosa di grave.Nei giorni successivi si gonfia la guancia sinistra e non riesce quasi ad aprire la bocca. «Mi faceva molto male, però anziché andare dal dentista, cerco di guarire da solo mettendomi impacchi e creme. Niente mi aiuta ed è sempre peggio.

di una donna in lotta con la depressione e un tentato suicidio. Ero disperata, per mesi non uscivo dal letto. Giorno dopo giorno mollavo le mie attività, non trovavo motivazioni, energie per andare avanti. Incontrare la gente era un incubo.

L’arte al di là del limite
un’atleta bella, brava e solare. Il teatro, la ginnastica ritmica, i Giochi Olimpici di Atlanta, il sogno di diventare ingegnere. Poi la malattia. Il coraggio di ricominciare.

MAN001 pEstelle K., sociologa con indirizzo sanitario, ha deciso di mettersi a disposizione di Fraternità con l’Africa. Dal progetto ha ricevuto una borsa di studio e adesso ridona tempo, dedizione ed esperienza professionale.

La storia di Simone, campione di nuoto paralimpico, raccontata al Genfest Italia dal padre, giornalista: un invito a realizzare sempre i grandi sogni. «Come vedete dal colore dei capelli ho qualche anno più di voi.

Škofja LokaDamijan e Natalija abitano a Škofja Loka, una piccola città nel nord ovest della Slovenia, a una ventina di chilometri dalla capitale Lubiana. Sono sposati da 12 anni e hanno 4 figli, dai 4 agli 11 anni. Dialogando con loro, Natalija e Damijan si alternano con naturalezza. «Fin dall’inizio del nostro cammino insieme – comincia lei – abbiamo voluto metter Dio al primo posto. Per noi questo significa perdonare, ricominciare sempre dopo ogni battuta d’arresto, amare per primi e tutti.

Sierra Leone: accanto ai malati di EbolaI Focolari impegnati a sostenere le popolazioni colpite dall’epidemia. A colloquio con Stefano Comazzi dell’Azione Mondo Unito e con P. Carlo Di Sopra, religioso in prima linea in Sierra Leone. La grave epidemia dell’Ebola si è diffusa in particolare in Guinea Conakry, Liberia e Sierra Leone, con gravi perdite tra la popolazione locale, come ampiamente diffuso dai mezzi di comunicazione. L’AMU, ong legata al Movimento dei Focolari, è impegnata nella lotta al virus in vari modi. Chiediamo a Stefano Comazzi, uno dei responsabili, di parlarcene.

Rossana e Emanuele, la loro storia, le loro differenze, i valori condivisi, la ricerca di un figlio: quale è il senso della vita di coppia?
Forse, sarà per i suoi capelli lunghi e rossi, o per quel suo agire pronto e deciso, fatto sta che Rossana mi fa pensare ad un vulcano.

SopravvissutaUna colazione veloce. Tè e biscotti. Un filo di fard e di eyeliner. L’ultimo sguardo fugace allo specchio. Entro le 11 e 30 Valentina deve essere a Barletta, per iniziare le lezioni del corso di costumista teatrale che lei frequenta. Le hanno affidato le chiavi e oggi, un afoso 12 luglio, deve aprire lei i cancelli. Il pullman percorre veloce i 10 km che separano il suo paese, Triggiano, dalla stazione di Bari. Nei suoi sogni artistici di 22enne sa che sono i dettagli a fare la differenza nel disegnare, cucire e ricamare abiti. Mani ferme, forti, delicate, precise, attente e rifiniture perfette sono il compimento di un’opera di sartoria artigianale. Il suo è un carattere meticoloso, puntuale.

Anche da ammalati si può amareGuardare alle necessità di chi ci sta accanto può aiutarci a superare la paura e l’angoscia e ad uscire da noi stessi. Una storia dalla Spagna.«L’anno scorso sono stata di nuovo in trattamento oncologico per un cancro: la seconda volta è andata addirittura peggio della prima. È stato duro accettare di nuovo la malattia dopo quasi cinque anni.Le otto sessioni di chemioterapia sono durate sei mesi, poi c’è stato un periodo di riposo necessario per poter continuare con le 25 sessioni di radioterapia in un ospedale che dista circa 30 km da casa mia.

Dopo il trapianto del midollo osseo, ero stata bene per un lungo periodo, finché ho avuto una ricaduta ed è stato necessario un secondo trapianto. Nei momenti di angoscia, ripetevo a me stessa che dovevo donare a Maria tutte le mie preoccupazioni. Quando lo facevo con tutto il cuore, avvertivo una pace profonda.

Medico Missionario AfricaUna delle domande che mi viene rivolta più spesso è: «Ma tu perché vai in Africa e da 16 anni ci ritorni così spesso?». Ed ogni volta la mia risposta è sempre uguale: «Non lo so». So però che ogni partenza dovrebbe essere l’espressione di un entusiasmo e di un coraggio sempre rinnovato, perché la realtà che trovo nella mia cara Africa è sempre diversa, a seconda delle creature che incontro.

Disabilità: il valore dell’esistenzadell’esistenza. Ada e Marco Espa, originari della Sardegna, raccontano la propria esperienza con la figlia disabile. La scoperta, pur nelle difficoltà affrontate, del valore e della dignità della vita.

Un’esperienza di luce in un mondo attraversato dal buio della morte quella che stanno vivendo Fernando Licheri e sua moglie Maria , superando la paura che nasce dal solo pronunciare la parola SLA,

musica bambini 696x464Un concerto sui generis! Come trasformare un luogo di dolore in un ambiente dove socializzare e ritrovare serenità. «Le viti». « Le ho in mano». «Hai con te il cacciavite? ». «Ce l’ho in tasca». Mentre montiamo il pianoforte

Quando il dialogo diventa accoglienzaTestimonianza di un volontario di un centro di sostegno ai tossicodipendenti, di convinzioni non religiose, che trova nel dialogo maturato nell’ambito dei Focolari, uno strumento per accogliere il dolore dell’altro.Tre anni fa ho intrapreso un percorso di volontariato in una Comunità di Roma che si occupa delle dipendenze. Il Centro, nato nel 1978 come supporto e sostegno alle persone tossicodipendenti, è giunto oggi ad occuparsi di problematiche molto più ampie, non più limitate solo alla tossicodipendenza.

La testimonianza di Danilo, 29 anni, impegnato del Movimento Diocesano dei Focolari. Il coraggio di donarsi agli altri oltre la malattia.

La potenza dell’amore che sanaL’esperienza di due genitori Australiani con il figlio agorafobico e la fidanzata tossicomane. Tra angoscia e sospensione, l’amore incondizionato e perseverante come supporto alle cure specifiche.John: «È l’inizio dell’anno scolastico. Nostro figlio sta entrando nel penultimo anno delle superiori, ma già al primo giorno di scuola dice a mia moglie Claire che non sarebbe più tornato perché non sopporta la gente.

Questione eutanasia, un’esperienza dall’AustraliaDall’assistenza volontaria ai malati terminali nasce in R. una particolare sensibilità verso chi soffre. L’esperienza così maturata lo aiuta a consigliare un’amica in una situazione estrema.

«Negli ultimi 25 anni ho avuto l’occasione di visitare tante persone ammalate, specialmente i malati terminali, nella mia comunità parrocchiale. E posso dire che ho vissuto tante forti esperienze stando accanto a loro. Un pomeriggio sul tardi, mi arriva un email da una ex-collega. È stato come un fulmine a ciel sereno. Diceva: «Immagino che nessuno ti abbia mai chiesto una cosa simile. 

 

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